Cynthia Kaiser di Halcyon riconosce una sequenza comune alle estorsioni informatiche: sottrarre dati, mostrarne una parte e prometterne altra per tenere sotto pressione l’azienda. Katie Moussouris di Luta Security sottolinea invece la novità economica: token e spazi pubblicitari fanno dipendere gli incassi dal pubblico che guarda.
Il manifesto contro i preordini digitali e le edizioni senza disco offre una giustificazione alla campagna. Ben Bernstein di Huntress vi vede una copertura della ricerca di denaro e visibilità.
Zach Edwards di Infoblox osserva che la diffusione ha portato il gioco anche davanti a persone che normalmente non lo seguono. Ipotizza un accesso interno al materiale, ma il percorso attraverso cui i file sono usciti da Rockstar resta da accertare.

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