Charlie Kinloch, corresponsabile di Rockstar Lincoln e direttore delle risorse umane, è stato interrogato al tribunale del lavoro di Glasgow sui messaggi Discord usati per motivare i licenziamenti dell’ottobre 2025. Nel resoconto del 9 ottobre firmato da Ethan Gach su Kotaku, i legali degli ex dipendenti gli chiedono perché commenti già conosciuti a marzo e giugno siano diventati urgenti soltanto mesi dopo.
La causa riguarda oltre trenta lavoratori allontanati da Rockstar. L’azienda sostiene che abbiano commesso gravi violazioni, fra cui la divulgazione di informazioni riservate sullo sviluppo di GTA 6. Gli ex dipendenti attribuiscono invece i licenziamenti al tentativo di impedire il riconoscimento del sindacato IWGB all’interno dell’azienda.
Kinloch ha spiegato di aver valutato diversamente quei messaggi nell’ottobre 2025 perché Rockstar era vicina a un annuncio commercialmente sensibile sul progetto. A suo giudizio, discussioni su orari, crunch e organizzazione del lavoro avrebbero potuto danneggiare l’azienda se rese pubbliche in quel momento. Kotaku ricorda che, pochi giorni dopo i licenziamenti di fine ottobre, Rockstar annunciò il rinvio di GTA 6 da maggio a novembre 2026.
Il dirigente ha indicato anche la crescita del server Discord come motivo dell’urgenza: secondo la sua testimonianza, forse metà o più dei nuovi partecipanti di ottobre aveva nomi che Rockstar non riusciva a identificare. I lavoratori contestano questa lettura della sicurezza del server e sostengono che i canali fossero separati, con verifica delle identità prima dell’accesso alle discussioni sindacali. Rockstar afferma invece che almeno un giornalista fosse presente in uno dei canali.
Un altro punto dell’interrogatorio riguarda il dipendente identificato come AB, che avrebbe passato a Kinloch screenshot delle attività sindacali per oltre due anni. I lavoratori sostengono che il dirigente avesse ricevuto informazioni secondo cui mancavano appena dodici iscritti alla soglia del 10% del personale necessaria per il riconoscimento sindacale. Kinloch ha negato di conoscere la situazione sindacale o di interessarsene, sostenendo di occuparsi soltanto del rischio di fughe di informazioni.
AB non figura fra i testimoni che potranno essere interrogati nell’udienza. Rockstar sostiene che abbia condiviso informazioni spontaneamente; i legali dei lavoratori cercano invece di sostenere l’accusa secondo cui l’azienda avrebbe ricompensato AB e altre persone con riposi compensativi in cambio della sorveglianza sui colleghi. Sono posizioni contrapposte ancora da accertare. Kotaku riferisce che le udienze proseguiranno nella settimana successiva al 9 ottobre, con possibili ulteriori testimonianze della dirigenza.

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